NEWSLETTER Passa ai contenuti principali

NEWSLETTER

 
Per restare sempre aggiornato sugli ultimi articoli di Ma...in che senso? inserisci qui sotto il tuo indirizzo email:





Delivered by FeedBurner



Commenti

Post popolari in questo blog

Jan Vermeer・La lattaia

La lattaia (1658 - 61 ca.) è sicuramente uno dei dipinti più famosi di Jan Vermeer. La monumentalità rassicurante delle sue forme, insieme alla grazia del gesto misurato e allo sguardo concentrato, conferisce al personaggio un fascino quasi materno. Una scelta rara se non unica in confronto al resto dell'opera di Vermeer, che preferisce spiare la privata titubanza di giovani spose indecise fra la virtù e il vizio o la pigrizia di padrone assopite, piuttosto che riempirci del sereno conforto di una solida rettitudine.


Il richiamo alla virtù, che spesso in Vermeer assume la forma della Temperanza (raffigurata in allegoria sui vetri colorati delle immancabili finestre), era missione tipica della pittura di genere olandese del XVII secolo: siamo nel "secolo d'oro" delle Province Unite -  "unite" proprio dalla nuova etica della Riforma, anche solo come scusa per l'indipendenza - secolo che fu tale proprio per la piena adesione dei più agli insegnamenti pater…

Fëdor Dostoevskij・L'idiota (riflessioni)

Quando ci si trova a voler scrivere su un'opera dal valore universale, non si può far altro che tentare di esprimere l'immagine con cui, tramite la lettura, l'opera stessa si sia impressa nell'angolo riservato alle sensazioni. L'idiota, più chiaramente, non è un romanzo di cui propongo una recensione. Mi limito a registrare delle riflessioni senza pretese, se non quella di rimettere ordine alle idee che ogni lettura lascia più o meno scompigliate. Il retrogusto della lettura.

Scritto fra il settembre 1867 e il gennaio 1869 durante l'esilio per debiti che Fëdor M. Dostoevskijtrascorse spostandosi per l'Europa, L'idiota ha per protagonista l'epilettico principe Lev Nicolaevič Myškin, tornato in Russia dopo un lungo periodo di cure in Svizzera. Il tratto distintivo del principe è, apparentemente, la sua ingenuità, unita al facile abbandono al fervore delle emozioni, ciò che appunto lo trascina, nei casi più estremi, a crisi epilettiche precedute da ist…

Recensione • GIOBBE - ROMANZO DI UN UOMO SEMPLICE

Romanzo strano.  Giobbe - Romanzo di un uomo semplice, sembra (e dico: sembra) non concedersi affatto alcuna licenza dalla semplicità dell'uomo la cui storia, intrisa di affanni, Joseph Roth ha vergato fra le sue righe. Pubblicato nel 1930, è opera di un autore abbastanza singolare, sul quale invito a leggere qualcosa, basta una di quelle biografie che il web ospita. 
A dire il vero, questo romanzo non è rientrato per niente nelle mie aspettative. Ma è altrettanto vero che difficilmente accade il contrario, soprattutto se l'idea che ci si è fatti non solo è priva di alcun legame con l'esperienza diretta dell'oggetto (nel nostro caso, il libro in questione), ma è per di più un'immagine ben nitida e fissa nella nostra mente. Ciononostante, lungi da me dirmi deluso da questa lettura. Romanzo strano (mi ripeto intenzionalmente; tale constatazione mi si è presentata più volte alla mente mentre sfogliavo il libro, quasi una sorta di leitmotiv).