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LA BRIGANTA・MARIA ROSA CUTRUFELLI

 
Nell'Italia neo-unita, una rea di essersi data "alla macchia" contro il nuovo regno è giunta al termine della sua ventennale prigionia. Vent'anni che dell'antico pudore le hanno lasciato solo il ricordo, resti di radici ormai divelte. Non c'è più niente che lei non possa dire. Con il suo incipit, La Briganta di Maria Rosa Cutrufelli si presenta al lettore con un avvertimento: saranno gli occhi di una donna che ha appena iniziato un riscatto non cercato dalle convenzioni della femminilità a farti vedere le marce e gli agguati, i bivacchi e le carneficine delle truppe di pezzenti raccolte sotto il bianco stendardo borbonico, sin dall'inizio a lottare per la bandiera del più debole.

Non sempre si abbraccia un ideale per sincera convinzione. Ci si può ritrovare a rischiare la vita per un ideale soltanto perché crea un diversivo, un'occasione di fuga dal passato che non si risolva in un pigro vagare fra le stenti. È quello che si trova a fare Margherita, la protagonista di queste brevi memorie, dopo aver sacrificato sull'altare della libertà il protettore, il carceriere che il destino da ragazza di buona famiglia le ha messo accanto. 

E come tutte le coincidenze danno allo stesso tempo la prova e il suo contrario dell'esistenza del destino, così questa altalena, questa bilancia che mai decide di pendere dalla parte della volontà umana o del fato, fa incontrare Margherita con colui che la lontananza non ha mai reso uno sconosciuto, il fratello cui non c'è bisogno di dare del voi, ma che ormai indossa il giglio delle truppe legittimiste, il marchio che di tante promesse orna i rischi del brigantaggio.

Le memorie attraversano le imprese delle bande e le lotte nelle campagne di borghi e città senza nome, inutile distinzione in un Mezzogiorno che in quei mesi del 1861 è un unico, immenso e insidioso campo di battaglia. I momenti di calore, le ansie, gli orrori vengono passati in rassegna come ricordi di sentimenti, di emozioni, di quelle gelosie, incapaci di mettere ombre su gratitudini e simpatie, che le donne spargono con gesto spontaneo nelle loro vite.

Maria Rosa Cutrufelli
Un romanzo breve, di una brevità direi necessaria. Non si avverte, infatti, un andamento dinamico, svelto, una corrente trascinante, nonostante i numerosi spostamenti della banda di briganti sia lo sfondo quasi costante della vicenda. Ma, appunto come sfondo, le spedizioni si muovono dietro le descrizioni della protagonista, quasi estranea alle loro autentiche ragioni, sempre pronta a ricevere impressioni e a confessare suggestioni. È l'unicità del punto di vista a raccogliere il racconto, producendo un immancabile senso di moto anti-dinamico. È un flusso interiore che si scorre con piacere perché può esser colto con pochi sguardi. La prolissità sarebbe stata deleteria.

La penna della Cutrufelli verga periodi ben delineati e sempre capaci di comunicare fremiti e tensione dei sentimenti, volti soprattutto a rendere l'originalità di ciò che l'unione fra le vicende e il personaggio genera. In un'opera che altrimenti mancherebbe di un sostegno a darle identità - il fascino della materia non basta - è forse questo il più grande pregio: la verità del personaggio che si avverte leggendone il suo proprio racconto, cosa possibile grazie agli sfumati ritratti dei misteri dell'animo, custodi di ciò che rende l'individuo tale.

Il romanzo - il primo dell'autrice - è stato pubblicato per la prima volta nel 1990, frutto di ricerche su cui si fonda lo scenario storico e dell'incontro con le foto delle "brigante" dell'epoca, come dichiarato nella postfazione. Seguirono altre riedizioni. Io ho letto quella del 2005 per Frassinelli. Oggi, la stessa casa editrice commercializza l'opera in formato e-book.

Titolo: La Briganta
Autore: Maria Rosa Cutrufelli
Pagine: 156
Casa editrice: Frassinelli
Prezzo: €6,99 (e-book)



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