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LIBRI STAMPATI ED E-BOOK: UNA BATTAGLIA ABBASTANZA INSENSATA

Dopo aver saltato la pubblicazione di un articolo la scorsa settimana a causa di un fastidioso stato ansioso che mi ha tenuto compagnia per qualche giorno, torno oggi a proporvi un argomento di cui si è tanto discusso ormai, ma sul quale ugualmente ho intenzione di dire qualcosa già da molto tempo. Diverse sono le opinioni che ho raccolto in merito, alcune banali, altre invece veramente sensate. Il tutto comincia, ovviamente, con un dubbio: sono da preferire i libri scritti su carta o in formato digitale?


La stampa è stata una delle più grandi scoperte che l'Uomo abbia fatto. Dopo la scrittura, poter godere di uno strumento capace di adoperarla in modo rapido e massiccio ha contribuito in maniera decisiva alla diffusione del sapere, aiutando sempre più individui a raggiungere quella consapevolezza della propria ignoranza che solo con la conoscenza diventa evidente. Uno di quei passi del progresso umano che, se osservato con uno sguardo un po' inusuale, ha paradossalmente dato alla civiltà e un vantaggio in termini di scienza, e un inaspettato rimprovero alla presunzione, una lampada con cui poter infrangere le nubi davanti agli occhi degli uomini, rendendoli consapevoli di quanto effettivamente ignorassero il mondo. 

Scrivere e, poi, stampare su carta praticamente per secoli ha permesso la trasmissione e la conservazione del sapere e dell'estro umano. Poi siamo arrivati all'era digitale, che si sta imponendo con sempre maggior efficienza come strada alternativa per questa diffusione culturale. Come in qualsiasi altro momento in cui gli uomini si siano trovati a scegliere fra il "vecchio" e il "nuovo", anche in riferimento all'odierno affiancamento che la stampa sta sperimentando da parte dei testi digitali la società si divide in "conservatori" e "progressisti". 

Fra i primi rientrano evidentemente coloro che difendono a spada tratta l'importanza della carta stampata, che ne professano l'immortalità e che tentano di dimostrare l'impossibilità di abbandonarla e sostituirla, pena un baratro di ignoranza. Ma unisce anche gente molto meno fanatica, più misurata nell'esprimere premonizioni apocalittiche, e che considera semplicemente la stampa su carta un mezzo sicuro e duraturo grazie alla sua tangibilità. Un conto è toccare un libro, poterlo prendere e portare dove si vuole, nasconderlo, salvarlo miracolosamente da un incendio, rispolverarne le pagine con cura per mantenerle chiare e leggibili; diverso è invece avere a che fare con fogli che non si possono toccare, ma solo guardare, con volumi conservati in archivi articolati in scaffalature materialmente inesistenti, rapidissimamente reperibili e sempre sotto la minaccia di qualche scherzo da parte di radiazioni provenienti dagli innumerevoli inquilini dalla grande casa che è l'Universo. Poi ci sarebbero anche quelli che scambiano il feticismo come argomentazione a sostegno della carta stampata: "Non vorrai mica mettere in discussione il piacere di annusare l'odore della carta, dell'inchiostro!". No, non lo metto in discussione, ma parlare in questi termini ha la stessa sensatezza del dire che portare addosso pelli di animali morti sia giusto per il piacevole calore che offrono, in tempi in cui si è capaci di ripararsi dal freddo in modi sicuramente meno crudeli.

Dall'altra parte, i sostenitori della modernità, dell'evoluzione tecnologica. Beh, in realtà costoro non peccherebbero molto in termini di assurdità, se non fosse che in molti facciano orgogliosa ostentazione di una chiusura mentale comica quanto quella degli avversari pro-odore di albero morto. Vista la precarietà del mondo digitale, questo non credo possa essere considerato come il successore incontrastato del libro in carta e inchiostro: tutto ciò che deve essere tramandato non può essere affidato unicamente agli e-book.

In conclusione, io ritengo che le due cose siano destinate a coesistere. Personalmente provo un certo disagio nella lettura in digitale, ma credo sia da attribuire ad una questione di abitudine. Difficilmente rinuncerò all'acquisto di libri, in misura sempre maggiore lo sto affiancando a quello degli e-book. Entrambi i mezzi rappresentano degli strumenti talmente validi e complementari, che rinunciare ad uno sarebbe, secondo me, molto stupido.

E tu cosa preferisci? Pensi che sia giusta la sostituzione, il totale ritorno o una convivenza?

Buone letture!



Commenti

  1. Viviamo in un'epoca di mezzo, c'è ancora la carta e il digitale non ha completamente preso piede. Quindi sono d'accordo con te che i due metodi continueranno a convivere, fino a quando la carta diventerà un oggetto da museo. E i nostalgici saranno sempre meno. Non dobbiamo poi dimenticarci che un libro di carta significa alberi abbattuti. Insomma, questo attaccamento al passato ha un prezzo alto.
    Da parte mia sto comprando sempre meno libri cartacei, penso sia solo una questione di abitudine. Il disagio passa...

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    1. L'impatto ambientale della produzione di carta è sicuramente una delle questioni che più mi stanno sensibilizzando sull'argomento e spingendo ad un acquisto consapevole e moderato dei libri stampati. Sono anche io convinto che l'abitudine alla lettura di libri cartacei possa essere facilmente educata ad essere accostata dall'uso di un supporto digitale.
      Grazie per il commento!

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  2. Io sono per la convivenza pacifica. La carta viene dagli alberi, ma anche il digitale ha un costo energetico, quindi non credo ci sia una scelta "giusta".
    Mi preoccupa un po' l'idea di perdere i miei e-book per un guasto o chissà quale altre disastro tecnologico e quindi tendo ad acquistare in cartaceo i libri che voglio davvero tenere. Ma penso che sia più una fisima mia che una reale esigenza.

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    1. Anche io ultimamente sto acquistando in cartaceo solo libri cui sono particolarmente affezionato o che trovo interessanti, e che voglio quindi conservare ed avere sempre a disposizione. Sì, il problema ecologico si presenta purtroppo in entrambe le opzioni, anche se il disboscamento è un fenomeno di cui si parla moltissimo oggigiorno, e si è quindi portati ad un atteggiamento (giustamente) più diffidente nei confronti della carta stampata.
      Grazie per aver commentato!

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  3. Sono d'accordo con te: coesistenza serena, almeno nel prossimo futuro. Difficile immaginare come sarà tra cinquant'anni. Io preferisco ancora leggere su carta, ma possiedo un e-reader e lo uso in tutte le situazioni in cui è più comodo. Se però penso agli alberi rischio la conversione totale e immediata. Non si dovrebbero assecondare i propri gusti in barba al resto.

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    1. Sì appunto, bisognerebbe responsabilizzarsi circa le conseguenze sul mondo del proprio stile di vita. Ma non si deve nemmeno approdare all'altro estremo, ossia diventare ossessivi. Tra cinquant'anni sicuramente si risentirà delle scelte che avremo fatto: con i mezzi che oggigiorno abbiamo a disposizione, siamo facilitati nel conciliare preferenze e necessità personali con il rispetto e la cura per la nostra grande e comune casa, quindi potremmo anche sperare in un futuro non troppo triste.
      Grazie per il tuo intervento!

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  4. Quando ho preso il Kindle me ne sono talmente innamorata che non leggevo altro che libri digitali. Dopo un annetto la novità è scemata e ho ritrovato il gusto di un bel cartaceo, col suo peso, il profumo e il segnalibro.
    Quindi sono a favore della convivenza!

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    1. Ciao Lisa! Sì, io mi convinco sempre più che nessuno dei due possa definitamente soppiantare l'altro, almeno per ora. Grazie per aver commentato!

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