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SCRITTORI ESORDIENTI: I TRAMPOLINI CHE MI SONO PERVENUTI

 
Benvenuto a questo nuovo incontro! La settimana trascorsa è stata molto significativa per FormicaPigra. Non perché abbia raggiunto o ottenuto chissà che cosa: semplicemente, i giorni scorsi hanno visto l'affermarsi di nuovi desideri e di nuove intenzioni, in particolare per quanto riguarda il mio bisogno creativo. Ho espresso già altrove (vedi la pagina Chi sono) il piacere che mi deriva dalla realizzazione di qualcosa più o meno tangibile in cui poter esprimere il mio gusto, in cui accogliere emozioni e sensazioni che di tanto in tanto mi fanno visita. Nel corso della mia non ancora lunga vita mi sono cimentato in diversi strumenti artistici, alla ricerca di quello che mi avrebbe consentito di soddisfare quella voglia. Ad oggi, gli unici due mezzi con cui sono riuscito ad instaurare un po' di confidenza sono il disegno e la scrittura, raggiungendo in realtà risultati migliori ed una dimestichezza maggiore scrivendo piuttosto che disegnando, attività cui mi dedico ormai praticamente soltanto nel piccolo degli spazi vuoti abbandonati in fogli scarabocchiati con diversi ed abominevoli calcoli. E queste sono fondamentalmente le cause stesse che hanno portato all'apertura di questo blog, spazio in cui per certi versi posso esercitarmi nell'uso della parola scritta. Al lettore cui sarà capitato sotto gli occhi qualche altro post qui, non sarà forse sfuggita un'ulteriore evoluzione delle mie intenzioni, che culmina nella volontà di sperimentare la scrittura in più forme, in particolare quella narrativa.


DI COSA VOGLIO PARLARE ?

Non nascondo che in tutto ciò dimora una certa ambizione, anche se minima. Ambizione non tanto in termini di fama o di successo, quanto di sfida con me stesso. Tante volte, da piccolo e quand'ero già più grandicello, mi è capitato di buttarmi nella stesura di qualche racconto, in genere molto breve. Adesso mi è tornata questa voglia, ma ho deciso di accompagnare tale riavvicinamento all'acquisizione di una maggiore conoscenza di tutto quel mondo di cui la narrativa è figlia e contemporaneamente madre. La scorsa settimana ho deciso quindi di prendere qualche informazione a riguardo, soprattutto circa le possibilità che sono attualmente a disposizione dello scrittore amatoriale che voglia provare ad entrare in contatto con dei lettori. Da quanto ho capito, le vie più consigliate sono la collaborazione con riviste letterarie e la partecipazione a concorsi. Ho perciò ristretto il campo delle ricerche a queste due realtà.  Ed ecco l'idea che mi son fatto.


RIVISTE LETTERARIE: CI SONO, MA NON SI SA DOVE

Per quanto riguarda le riviste letterarie, in Italia sembrano essercene parecchie, legate a generi più o meno specifici, e con livelli diversi di disponibilità circa la selezione di articoli o composizioni inviate dai lettori da destinare alla pubblicazione. Come si potrà immaginare, la più grande pecca di questi periodici è la difficile reperibilità. Leggendo, ad esempio, opinioni molto positive circa una di queste, mi sono affrettato ad andare a cercarla: e così ho fatto il giro di qualche libreria (sì, queste riviste si reperiscono in libreria, con maggior speranza di trovarle nei negozi delle grandi catene), ma nulla, nessuna traccia né di quella né delle altre. Sono quindi stato costretto ad ordinare direttamente dai rispettivi editori delle copie di due delle riviste che più hanno suscitato il mio interesse. Le sto ancora aspettando, molto probabilmente faranno da protagoniste in articoli futuri.

Un'altra questione inerente alle riviste letterarie è l'atteggiamento che queste adottano nei confronti dei lettori che vogliano comparire fra le loro pagine con un proprio pezzo. Beh, non aspettiamoci di avere a che fare con redazioni generose come quelle con cui hanno iniziato la loro carriera molti grandi scrittori, fra i quali mi piace ricordare Charles Dickens, i cui romanzi hanno spesso fatto la loro prima comparsa sotto forma di capitoli pubblicati  a mano a mano nei numeri di un qualche giornale. Anzitutto, molte volte è richiesta una prova di acquisto della rivista stessa; in secondo luogo, l'elaborato, qualora approvato per la pubblicazione, non viene quasi mai pagato. Lungi da me fare critiche o lanciare lamentele, ritengo anzi quasi comprensibile la scelta, visto che nella gran parte dei casi si tratta di scrittori amatoriali in cerca di visibilità. Ma sono pur sempre autori di materiale che va ad infoltire quelle pagine, e del quale cedono tutti i diritti alla testata stessa. In ogni caso, la situazione è questa.


TANTI CONCORSI LETTERARI

Di concorsi letterari ce ne sono davvero a bizzeffe. Credo però che siano pochi quelli da cui ci si possa aspettare una certa serietà nella valutazione delle opere concorrenti. Sicuramente io diffido dai concorsi che richiedono quote di partecipazione, non perché dubiti della loro correttezza  nell'impiego di quel denaro, ma piuttosto perché non mi sembrano mosse da un vero interesse a condurre con impegno le attività di selezione, dato che l'obiettivo da raggiungere è quello di finanziare l'evento stesso. Assunta questa posizione, mi sono ritrovato a cestinare un'abbondante percentuale di questi concorsi. Ne restano comunque molti altri a partecipazione gratuita, facilmente accessibili ed individuabili grazie a siti web dedicati alla loro segnalazione (basta cercare su Google "concorsi letterari"). Poi ci sarebbero i concorsi prestigiosi, quelli direttamente seguiti dalla grande editoria: ma sono ovviamente destinati a scrittori di una certa esperienza, che abbiano già delle pubblicazioni alle spalle. E c'è anche da dire che molti mettono in dubbio la loro trasparenza.


CONCLUSIONI

Con questo articolo ho voluto presentare non solo un'idea generale di quale sia la situazione di due trampolini per esordienti molto discussi,  ma anche scrivere un post che aprisse la strada ad altri il cui arrivo avverto come molto probabile, vista la direzione cui tende ultimamente la mia curiosità.

Ovviamente, siete tutti invitati ad esprimere la vostra opinione riguardo l'effettiva utilità di queste esperienze, e a condividere consigli per poterle apprezzare al meglio.

Buone letture!

Commenti

  1. Ciao! Il quadro che hai tratteggiato è molto giusto. Mentre in altri paesi (per esempio gli Stati Uniti) è normale per uno scrittore alle prime armi proporre i suoi racconti alle riviste, qui le riviste sono perlopiù online e hanno diffusione molto ridotta. Quanto ai concorsi, è un modo di mettersi alla prova che io ho usato molto in passato, e in effetti mi ha dato gli incoraggiamenti necessari ad andare avanti in questa strada così impegnativa. Parliamo comunque di una spinta esclusivamente psicologica, perché nessun editore guarda con particolare favore chi ha vinto concorsi, a meno che si tratti di concorsi davvero prestigiosi. D'altra parte il non piazzarsi ai concorsi non va letto come un sintomo di scarso talento (anche se la parola talento a me non piace... ma sarebbe un discorso lungo.) :)

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    1. Buonasera! Mi ha fatto subito molto piacere leggere un tuo commento, trovo davvero interessante il tuo blog!
      Io sinceramente non capisco il motivo di questa svalutazione dell'iniziativa letteraria nel nostro Paese, in fondo anche la scrittura può esser vista come un lavoro. E poi le riviste non sono gratuite, quindi il loro guadagno lo intascano...sarà che sono un po' troppo materialista.
      Riguardo ai concorsi, spero in futuro di riuscire a partecipare a qualcuno.

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  2. Gentile Formica Pigra, se ti interessano altre considerazioni sui concorsi letterari sul mio blog elenco qualche motivo per cui dovresti parteciparvi, oltre a quelli che dici tu. Potrebbero ispirarti ulteriormente. Ti dico una cosa però, esperienza personale: se hai talento è sicuramente una strada da percorrere per accrescere la stima in se stessi. Auguri.

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    1. Grazie per i suggerimenti, leggerò sicuramente il tuo blog. Auguri anche a te!

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