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RIVISTE LETTERARIE: PRIME IMPRESSIONI

 
In questo momento di confusione, di idee affatto chiare, in questi giorni tormentati dal dubbio sul cambiare o meno corso di studi, ho trovato ristoro nella preliminare lettura di due campioni di un paio di riviste letterarie, che ho acquistato contattando direttamente le rispettive redazioni e che mi sono state spedite con opzioni diverse l'una dall'altra. Le testate in questione sono Inchiostro, edita da Il Riccio Editore, ed Ellin Selae, della casa editrice omonima. La scelta è caduta su queste due non tanto per l'autorevolezza, che di certo nei loro casi è innegabile, ma soprattutto per alcuni tratti originali che gli hanno guadagnato un'interessata simpatia da parte del sottoscritto.


INCHIOSTRO

L'ho cercata presso la libreria Feltrinelli della città dove vivo al momento, ma non è disponibile, forse perché attendono il nuovo numero (che dovrebbe uscire a febbraio), e sono quindi uscito dal negozio mesto e a mani vuote. Deciso a procurarmene un esemplare, ho contattato la redazione prima tramite messaggio alla pagina Facebook, poi tramite mail, ricevendo risposta direttamente dal direttore Giampiero Dalle Molle che, con apprezzabile gentilezza e celerità, mi ha fornito le informazioni di cui necessitavo e mi ha suggerito l'acquisto dell'ultimo numero edito mediante bonifico. Il costo della rivista è di € 5,00, ed è possibile anche riceverla su abbonamento. 

Il formato è favorevole alla lettura, non eccessivamente piccolo ma comunque maneggevole. Qualità di carta, stampa ed impaginazione assolutamente ineccepibile.

Non ha una cadenza di uscita stabile, in ogni caso vengono pubblicati almeno due numeri all'anno, almeno così ho capito. La rivista è sostanzialmente dedicata alla promozione di autori emergenti, i quali possono inviare proprie opere da classificare nelle varie sezioni che si possono trovare elencate sul sito web della testata, spedendole in formato cartaceo alla redazione accompagnate dal tagliando presente alla fine di ogni numero, che assolve alla funzione di "dichiarazione" tramite la quale si cedono i diritti dei manoscritti alla rivista stessa. Questi sono quindi sottoposti alla lettura di un comitato variabile, solitamente di dodici membri, i quali compilano delle schede di valutazione. Poiché rivolta ad artisti esordienti cui si offre, per così dire, uno "spazio pubblicitario", i lavori scelti per la pubblicazione non vengono retribuiti.

Le opere che ho avuto il piacere di leggervi sono molto piacevoli, per nulla banali. Rappresenta anche una finestra sull'attualità letteraria, pubblicando recensioni di libri freschi di stampa. Ho apprezzato moltissimo la sezione dedicata a giustificare lo scarto dei lavori ricevuti ma non selezionati, a ciascuno dei quali è dedicato un piccolo paragrafo con un breve commento e qualche suggerimento. Mi piace ricordare anche l'interesse verso l'arte figurativa: la rivista pubblica infatti anche illustrazioni pervenute nel medesimo modo dei manoscritti.

A primo acchito mi sento di poter esprimere un giudizio positivo, anche se ovviamente dovrò soffermarmi di più su determinati aspetti e raccogliere maggiori informazioni per costruire una base più completa per un'opinione più consapevole. Ho intenzione di provare a sottoporre alla redazione alcuni miei racconti.


ELLIN SELAE

Mi sono direttamente rivolto alla redazione via e-mail, chiedendo informazioni circa un'offerta pubblicizzata sul sito della rivista, che prevede l'invio degli ultimi sei numeri (ossia dell'ultimo anno, data la cadenza bimestrale) con pagamento in contrassegno di € 12,00. Il prezzo di copertina è di € 7,00, perciò mi è sembrata un'opzione abbastanza vantaggiosa, ideale per chi voglia conoscere la rivista. È possibile sottoscrivere un abbonamento.

La tiratura è limitata a mille copie, distribuite tramite i canali cui si rivolge la casa editrice Ellin Selae, e quindi non proprio facilmente reperibili, ma comunque ordinabili presso la propria libreria di fiducia. In quarta di copertina di ogni singolo numero, come nel sito web, è messo a disposizione un elenco di librerie "convenzionate", presso le quali dovrebbe essere più immediato rifornirsi.

Il singolo esemplare si presenta come una rivista-libro, con copertina in cartoncino ruvido di colore sempre diverso. La carta ricorda quella delle raccolte di giochi enigmistici, e la qualità della stampa è sicuramente accettabile, anche se non eccelsa. Cosa particolare e molto pubblicizzata dalla casa editrice è la presenza, all'interno di ogni singolo pezzo, di un'opera pittorica o comunque di arte figurativa in genere realizzata da artisti emergenti, unica per ogni campione. Avendone ricevuti sei, ho ricevuto un numero altrettanto ampio di queste opere, e devo confessare che la particolarità e l'originalità di alcune è tristemente accompagnata dalla banalità di altre. 

Anche questa è una testata che offre spazio ai lavori di lettori e non, che si chiede di far recapitare mediante e-mail.  Numerosi mi sono sembrati gli interventi del direttore Franco Del Moro, il quale argomenta posizioni del tutto in contrasto (per motivi che condivido e non) con l'andazzo della società contemporanea, anche da un punto di vista etico. La selezione delle proposte mi è apparsa indirizzata alla ricerca di una letteratura didascalica, volta a far soffermare il lettore sui problemi dell'uomo dei nostri giorni, e forse più propensa ad immagini e linguaggi non troppo massificati, pur dichiarandosi attenta all'innovazione. Anche qui è possibile trovare una rubrica dedicata alla motivazione degli scarti, i quali trovano espressione in giudizi abbastanza crudi e schietti, che potrebbero però maldestramente offendere la sensibilità di un autore anche minimamente permaloso, nonché recensioni di libri recentemente pubblicati. Non è prevista alcuna retribuzione per i lavori scelti.

Le opere, che in entrambe le riviste spaziano dai racconti alle poesie, in Ellin Selae assumono anche la forma di riflessioni filosofiche, contribuendo a conferirle, insieme alla limitata reperibilità, una parvenza di prodotto di nicchia. Riguardo le illustrazioni, si punta alla riscoperta di antiche incisioni e stampe. Sinceramente, non sempre sono stato capace di cogliere il nesso fra immagini e testo.

Questa rivista rappresenta probabilmente un caso più particolare rispetto alla prima. Al momento posso solo esprimere un grande apprezzamento per l'impegno con cui viene curata e per la qualità di alcuni scritti pubblicati. Voglio meglio studiarne la base ideologica.


CONCLUSIONI

Queste considerazioni sono frutto della lettura di un solo numero per rivista. Ho espresso le mie opinioni provando a non venir meno al rispetto per le redazioni. Spero di esser stato coerente con questo intento.

Leggete abitualmente queste o altre riviste letterarie? Cosa ne pensate? Sarebbero molto utili suggerimenti sull'argomento: scambio e condivisione sono fondamentali in questi casi!

Buone letture!








Commenti

  1. Ciao!
    Il tuo post mi ha messo nostalgia
    Non sentivo parlare di Inchiostro da una vita! Pensa che la leggevo al liceo, negli anni '90! Sono felice di scoprire che esiste ancora. Allora era un punto di riferimento per gli scrittori alle prime armi e proponeva un sacco di esercizi di scrittura. All'epoca non invia nulla alla redazione, ma gli spunti proposti furono comunque i miei primi esperimenti.
    Di Ellin Selae non avevo mai sentito parlare. Non sembra male, anche se 1000 copie non sono una grande tiratura...
    Tra le riviste segnalo la Writer's Magazine, di Delos, che si riceve su abbonamento, pensata apposta per i giovani autori. Io non sono abbonata, leggo, dello stesso editore e sempre su abbonamento, la tematica Sherlock Magazine, che è fatta molto bene. Credo quindi che anche la sorella sia molto ben curata.

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    1. Buongiorno Tenar!
      Io sono nato nel '94, "Inchiostro" nel '95, e il fatto che tu abbia parlato di "nostalgia" mi fa sentire il giusto peso, non ancora eccessivo effettivamente, dei vent'anni che mi ritrovo alle spalle. Immaginavo che "Inchiostro" fosse più conosciuta. "Ellin Selae" avrebbe tante possibilità, ma è forse limitata da idee di marketing non del tutto al passo coi tempi.
      Mi informerò sicuramente sulle altre due riviste che hai suggerito.
      Grazie per aver commentato, buona giornata!

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  2. Molto interessante questo tuo post, è una realtà a cui non mi sono mai affacciata. In bocca al lupo per le tue ricerche e soprattutto ti auguro che arrivi presto la chiarezza per quanto riguarda i tuoi tormenti sull'indirizzo di studio :)

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    1. Mi fa tantissimo piacere che ti sia piaciuto. Grazie per l'augurio, spero che si risolva tutto! :)

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  3. Interessante questo articolo, che mi ha informata su un settore che non conosco affatto, né come scrittrice, né come lettrice. Sono stata abbonata per qualche anno a Writers' Magazine, la rivista che citava Tenar, e l'ho apprezzata perché rivolta alle persone normali più che agli intellettuali. Non si rischia di trovarci critiche alla società o atteggiamenti di sdegno verso la letteratura detta di serie B, per intenderci, e questo mi piace. In bocca al lupo per la scelta relativa agli studi! :)

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    1. Mi sto interessando a questa tipologia di riviste soprattutto per capire che livello di visibilità offrano agli autori che riescano a far pubblicare le loro opere. Ovviamente rappresentano anche un mezzo mediante il quale entrare in contatto con i nuovi stili, le nuove tendenze non solo del gusto dei lettori, ma in particolare del bisogno espressivo di chi si dedica alla scrittura.
      Grazie per l'augurio, crepi il povero lupo! :D

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