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STORIELLA NON PROPRIO SENSATA MA MOLTO CARA AL MALINCONICO AUTORE


Mi permetto un fuori tema. D'altronde è il mio blog, ci scrivo quello che voglio. E oggi mi andava di condividere con voi questo breve racconto narratomi dagli occasionali ospiti della mia casetta immaginaria.

Il vento sembrava molto arrabbiato, a quanto lasciavano intendere i vetri che si agitavano convulsamente e che, sa Dio per quale miracolo, resistevano ancora fra i telai della finestra. Doveva fare anche molto freddo lì fuori. Aveva letto tante storie non proprio rassicuranti, e il signor Vento aveva spesso una parte decisiva nel renderle tali, con questo suo ululato da orco gigante.
Il signor Vento sbuffava, era molto arrabbiato. E Giustino provava un senso di conforto come in pochi altri momenti, anche quelli più luminosi e allegri.

Giustino era un bambino secco secco, basso basso. L'incarnato non era solo chiaro, ma addirittura trasparente, e per dimostrarti che non stiamo esagerando ti racconteremo di quando, un pomeriggio, Giustino era seduto sul caldo tappeto del soggiorno, perso in pensieri e giochi così silenziosi che non ne possiamo riportare alcuna descrizione di sorta. Quello stesso pomeriggio, venne a far visita alla mamma una sua amica, anch'ella madre, accompagnata dalla sua piccina; il cui nome, tra le altre cose, non abbiamo esitato ad abbandonare davanti l'uscio della nostra memoria, per far spazio a nomi e ricordi ben più importanti. Secondo gli usi che tutti hanno ormai adottato, invero più per strana convenienza che per motivi sensati, la bimba fu invitata ad unirsi ai silenti giochi di Giustino, mentre le madri si accomodarono sulle comode poltrone che ammobiliavano la stanza, in verità distanti abbastanza da poterle ben considerare come se un intero corridoio le separasse dai figlioli, immerse quali erano fra le loro già loquaci chiacchiere.

Giustino non era timido, gli bastava qualche istante per disinibirsi coi suoi coetanei. Provava solo un po' di fastidio per aver dovuto interrompere i suoi divertimenti solitari; ma non aveva tardato a farsene serenamente una ragione. Mentre appunto i due bimbi si dedicavano a far personaggini sui pochi fogli bianchi rimasti in un taccuino abbandonato, il piccolo, concentrato a tracciare i tratti di chissà quale compagno della sua fantasia, sentì per un po' il peso dello sguardo fisso di lei; la quale non tardò a dar voce a quello sguardo, urlando alla madre di come gli occhietti del vicino fossero contornati da sottili lineette azzurrognole, che altro non erano se non piccolissime vene, comuni a tutti, ma in molti nascoste proprio da una pelle più spessa e colorita di quella che invece si trovava ad avere Giustino. E il suo candore era ancor più esaltato dal colore ombroso di capelli e occhi.

Giustino era un bambino pacato, tranquillo non solo nei modi, quanto più nell'indole, avvezza ad una creatività non troppo rumorosa e della quale gli atteggiamenti non erano che il riflesso. A questa tranquillità si accompagnava però una certa malinconia, continuamente alimentata da un senso di noia. Noia per un mondo in cui si vedeva troppo piccolo, troppo secco, troppo pallido per poter sfiorare piaceri più pieni, soddisfazioni più durature dei semplici complimenti della mamma, dei giochi solitari o in compagnia.

Il signor Vento era arrabbiatissimo. Un omino con un berretto a punta, morbido, che si adagiava sulla spalla sinistra, nascosta da una giacca di foggia a noi stranamente ignota, beh quest'omino comparve accanto al letto di Giustino. Si presero per mano e il letto, fino a poco prima occupato dal bambino, rimase vuoto. Inutili furono le ricerche dei giorni a seguire: Giustino non fece più ritorno. Chissà dove sarà andato. In un Paese abitato da omini piccoli e pallidi come lui, vogliamo sperare! 

Commenti

  1. Risposte
    1. Eh, io vorrei scrivere umilmente, pensa un po'! :D
      Grazie per l'apprezzamento ;)

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    2. No, davvero... hai assorbito perfettamente lo stile delle favole di una volta. Sono rimasto incantato... fossi stato vicino al caminetto, sarebbe stato orgasmitico!

      Moz-

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    3. Sì, effettivamente mentre lo scrivevo pensavo a quel genere di racconti, e mi fa piacere che si riesca a cogliere questa ispirazione :) .
      Se avessi più tempo, inizierei una rubrica di cose del genere...ma può darsi che in futuro ci riesca!

      Elimina
    4. Beh, sono già un tuo lettore, in quel caso mi avresti come lettore fisso XD

      Moz-

      Elimina

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