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NUNTIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM...

 
Dai, danno la sensazione di Grande Gioia, no?
Oggi sono ospite del blog Anima di carta con l'articolo Il pubblico silenzioso di un blog, che si sviluppa intorno ad un evergreen fra i dubbi di chi scrive online, ossia il riuscire a raggiungere un pubblico di lettori partecipativi. 

Ringrazio Maria Teresa per la gentilezza e la disponibilità con cui mi ha concesso di comparire nel suo spazio, sicuramente molto più professionale e quindi frequentato del mio. E poi, è inutile dire che onore sia per me aver ricevuto questa opportunità da un'autrice di romanzi come lei!

Buone letture...

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AUSTEN E DOSTOEVSKIJ: UN INSOLITO CONFRONTO

Ho terminato, tra i pomeriggi di sabato e domenica scorsi, la lettura di "L'abbazia di Northanger", uno dei primi romanzi, e sicuramente il meno famoso, scritti da Jane Austen. In quei due giorni, nei momenti in cui mi concedevo delle pause da quella vispa e loquace distrazione, mi veniva stranamente a trovare il volto di Fëdor Dostoevskyij.  Immaginerai la confusione in cui la mia povera mente si ritrovava: leggevo la composta e calorosa quotidianità della Austen, e il padre di Raskol'nikov mi veniva a bussare alla porta!

Leggiamo il teatro: Shakespeare e Pirandello pt.2

Riccardo II ed Enrico IV
Abbandono dell'identità, rinuncia alla coscienza di sé: questi gli strumenti che il passo del Riccardo II shakespeariano analizzato nel precedente articolo ci ha indicato come gli unici capaci di garantire all'individuo un posto nel mondo. E lì si concludeva dicendo che l'Enrico IV pirandelliano sembra proprio percorrere questa strada.
Una comitiva di giovani signori dei primi decenni del XX secolo organizza una cavalcata in maschera in occasione del Carnevale: ognuno è chiamato a scegliersi un personaggio storico e ad impersonarlo indossando non solo un costume che lo ricordi, ma anche le vicende della sua stessa vita - la sua storia - e quanto della personalità del personaggio scelto sia possibile conoscere. 
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GEORG SIMMEL・STUDI SU REMBRANDT

Due saggi, prodotti per la rivista "Logos" nella prima decade del '900 dal filosofo e sociologo tedesco Georg Simmel, dedicati all'interpretazione dell'opera del pittore di Leida. Una lettura che offre l'opportunità di avvicinarsi alla speculazione dell'autore, ma suppongo anche di riscoprirla in un ulteriore campo, quello estetico. Più affascinante, forse, la possibilità di venire istruiti su come mettere a fuoco l'immagine nell'ammirare l'arte di Rembrandt.