METTIAMO ORDINE Passa ai contenuti principali

METTIAMO ORDINE

 
Da blogger alle prime armi quale sono, ho cercato informazioni su ciò che effettivamente può aiutare nell'organizzazione e nella crescita, ma soprattutto nel mantenimento, di un blog. E quello che sembra essere di essenziale importanza è la stesura di un cosiddetto piano editoriale.


COS'È UN PIANO EDITORIALE ?

In poche parole, si tratta di una sorta di mappa che descriva il progetto che il blogger si propone di realizzare e di costruire con ogni nuovo post, in modo da evitare o comunque ridurre i momenti di confusione ed eventuali crisi d'identità del blog. Ovviamente, la gran parte di questo progetto sarà scoperta dal lettore articolo dopo articolo: non trovo sensato postare qui una linea di rotta esplicita, per il semplice fatto che sicuramente avverranno dei cambiamenti, delle piccole manovre di riassestamento, che per loro natura sono imprevedibili ed inevitabili. 


UN CALENDARIO

Quello che ho intenzione di partecipare tramite questo articolo è piuttosto una sorta di calendario editoriale, sensibile anch'esso di possibili mutamenti, ma che mi propongo di seguire e rispettare. Tale programmazione è ovviamente subordinata alla mole di impegni che gravano sulle mie giornate e al ridotto tempo "libero" di cui effettivamente dispongo. 


Recensioni

Circa le recensioni, la minima frequenza che posso garantire è quella di almeno un'opera al mese. Vorrei riuscire ad essere tanto preciso da rispettare anche il giorno: a meno di forze maggiori, la recensione dovrebbe "uscire" il 20 del mese. Una periodicità così diluita è da attribuirsi al già sopra citato inconveniente del tempo che non basta,  e che quindi non mi permette di avere la certezza di riuscire a completare più di un libro nell'arco di circa trenta giorni. Sono naturalmente ammesse eccezioni.


Il lunedì

Ciò però non soddisfa totalmente né me, né sicuramente un lettore che voglia affezionarsi a questo blog. Ebbene, un' altra idea sarebbe quella di pubblicare almeno un articolo a settimana, di lunedì (giusto perché avrei il vantaggio del weekend che lo precede), inerente a questioni e argomenti che rientrino nella sfera di interesse del blog, ossia letteratura, arte in generale, comunicazione. A chi giudicasse illegittima una tale scelta, ricordo il "sottotitolo" che, immaginando già questa situazione, ho dato a Ma...in che senso? : "Libri e pensieri". 


CONCLUSIONI 

Spero così di conferire una certa vitalità ad uno spazio che altrimenti potrebbe risultare immerso in un torpore sicuramente non allettante per gli utenti, in particolare nella fase embrionale in cui questo si trova al momento. Soprattutto, spero di trovare l'appoggio del lettore, che è fortemente invitato a  condividere consigli su idee più interessanti o suggerimenti circa una migliore programmazione.

Buone letture!

Commenti

Post popolari in questo blog

Recensione • L'ULTIMO GIORNO DI UN CONDANNATO A MORTE

Un romanzo molto breve, un concentrato di emozioni e tormenti, il tutto raccolto e assemblato per dare vita ad un urlo, ad uno strattone che risvegli negli uomini la consapevolezza che vivere non sancisce il possesso della vita stessa, né della propria, né di quella altrui. Scritto nel 1829 dalla penna del padre del Romanticismo francese, Victor Hugo, L'ultimo giorno di un condannato a morte credo sia uno dei lavori più toccanti e disarmanti che il gusto romantico abbia partorito.

Recensione • GIOBBE - ROMANZO DI UN UOMO SEMPLICE

Romanzo strano.  Giobbe - Romanzo di un uomo semplice, sembra (e dico: sembra) non concedersi affatto alcuna licenza dalla semplicità dell'uomo la cui storia, intrisa di affanni, Joseph Roth ha vergato fra le sue righe. Pubblicato nel 1930, è opera di un autore abbastanza singolare, sul quale invito a leggere qualcosa, basta una di quelle biografie che il web ospita. 
A dire il vero, questo romanzo non è rientrato per niente nelle mie aspettative. Ma è altrettanto vero che difficilmente accade il contrario, soprattutto se l'idea che ci si è fatti non solo è priva di alcun legame con l'esperienza diretta dell'oggetto (nel nostro caso, il libro in questione), ma è per di più un'immagine ben nitida e fissa nella nostra mente. Ciononostante, lungi da me dirmi deluso da questa lettura. Romanzo strano (mi ripeto intenzionalmente; tale constatazione mi si è presentata più volte alla mente mentre sfogliavo il libro, quasi una sorta di leitmotiv).

Jan Vermeer・La lattaia

La lattaia (1658 - 61 ca.) è sicuramente uno dei dipinti più famosi di Jan Vermeer. La monumentalità rassicurante delle sue forme, insieme alla grazia del gesto misurato e allo sguardo concentrato, conferisce al personaggio un fascino quasi materno. Una scelta rara se non unica in confronto al resto dell'opera di Vermeer, che preferisce spiare la privata titubanza di giovani spose indecise fra la virtù e il vizio o la pigrizia di padrone assopite, piuttosto che riempirci del sereno conforto di una solida rettitudine.


Il richiamo alla virtù, che spesso in Vermeer assume la forma della Temperanza (raffigurata in allegoria sui vetri colorati delle immancabili finestre), era missione tipica della pittura di genere olandese del XVII secolo: siamo nel "secolo d'oro" delle Province Unite -  "unite" proprio dalla nuova etica della Riforma, anche solo come scusa per l'indipendenza - secolo che fu tale proprio per la piena adesione dei più agli insegnamenti pater…