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BLOG...PERCHÉ?

 
Non sono di quelli che producono e a cui basta compiacersi di se stessi. Purtroppo, ho bisogno di suscitare il compiacimento, o anche solo l'interesse altrui. Probabilmente, è un tentativo di affermare la mia esistenza. 
Volendo essere meno patetico, con questo blog intendo dar sfogo a certe mie inclinazioni che temo possano atrofizzarsi, in seguito al percorso di vita e di studi che ho deciso di intraprendere. Diverse volte ho provato a tenere un blog, con risultati decisamente pessimi, ma che non hanno affievolito il mio desiderio di lavorare ad uno spazio personale. Credo che la causa dei fallimenti sia stata la mancanza di un progetto, di un modellino, di un'idea portante. Ed è di queste cose che sto cercando di dotare il presente blog. 
L'intento principale è quello di proporre "recensioni", che compariranno più nella forma di soggettive riflessioni, dei testi che più mi susciteranno interesse durante le mie letture: è da un po' che ho l'abitudine di fingere di parlare a qualcuno di un libro che ho appena finito di sfogliare...
Ovviamente, è il mio spazio, perciò molto probabilmente accoglierà anche altri tipi di post, frutto di una creatività che, appunto, non riesco a far stare in silenzio. 
Sentivo necessario per me stesso mettere per iscritto questa sorta di presentazione. 
Grazie a tutti coloro che si soffermeranno su questi post.

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Un romanzo molto breve, un concentrato di emozioni e tormenti, il tutto raccolto e assemblato per dare vita ad un urlo, ad uno strattone che risvegli negli uomini la consapevolezza che vivere non sancisce il possesso della vita stessa, né della propria, né di quella altrui. Scritto nel 1829 dalla penna del padre del Romanticismo francese, Victor Hugo, L'ultimo giorno di un condannato a morte credo sia uno dei lavori più toccanti e disarmanti che il gusto romantico abbia partorito.

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Jan Vermeer・La lattaia

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